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PRESENTAZIONE
Illuminata dalla qualità altissima di sei disegni di Michelangelo, provenienti dalla Collezione di disegni michelangioleschi della Casa Buonarroti, questa mostra tende anche a rivelare alcuni momenti determinanti della carriera del Maestro. Attraverso l’emozionante sequenza di alcuni pezzi straordinari ci viene offerta infatti l’immagine a tutto tondo di un protagonista che di sé segnò il suo tempo.
La preziosa selezione ha inizio con il famoso grande foglio che costituisce la prima fase, ancora incerta ma piena di ardimenti e di nuove idee, della lunga e drammatica progettazione generale della facciata di San Lorenzo a Firenze, facciata, come si sa, mai eseguita. I lunghi anni (1516-1534) durante i quali Michelangelo si occupò della fabbrica di San Lorenzo, dai progetti per la facciata all’esaltante lavoro nella Sagrestia Nuova, alla geniale ideazione della Biblioteca Laurenziana, hanno un rilievo biografico particolare, giacché costituiscono la sua prima esperienza di architetto. Uno studio di portale offre un’altra testimonianza in merito.
Due studi per una Venere antica è un’interessante opera grafica che eloquentemente riporta a quella predilezione per l’arte classica destinata a rimanere fondamentale nell’ispirazione del Maestro; un progetto di fortificazione ci ricorda il Michelangelo politico che negli anni della gloriosa ed effimera seconda repubblica fiorentina (1527-1530) si schierò apertamente dalla parte del governo popolare, contro le truppe imperiali che con l’appoggio del papa Medici stringevano d’assedio la sua città.
Della maniera assai speciale di dimostrare generosità verso gli amici ci parlano due piccoli, movimentati studi: fin dagli anni della prima gioventù, Michelangelo si impegnò infatti non di rado a fornire cartoni o modelli agli artisti che gli stavano accanto: un filo conduttore non trascurabile nella sua biografia
Possiamo dire infine che senza dubbio il celebre disegno raffigurante Cleopatra si colloca al centro della mostra, grazie anche alla notorietà acquisita dall'opera nel 1988, quando, a seguito di un restauro che la liberò del suo controfondo, venne alla luce un’altra immagine di Cleopatra, identica alla prima come invenzione ma, rispetto alla nobile e rifinita classicità del recto, molto più immediata ed esprimente viva angoscia.
Entrambe le raffigurazioni saranno visibili in mostra, grazie ad una speciale cornice dal doppio vetro che permette l'esposizione di ambo i lati del foglio.
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